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IHUTIFUL By Paolo Levi Sandri

Er matrimonio de Luthere (ovvero "L'angelo sterminatore")

Siamo oggi in grado, per la delizia e la nequizia dei lettori del niusgruppo per antonomasia, di riferire quanto avverrà tra alcuni mesi ad un noto pastore ciociaro un tempo assiduo frequentatore della nostra bacheca virtuale nonché di altri ben più superflui luoghi.

La capacità predittiva che andiamo a sfruttare si fonda su particolari tecniche che fanno appello al paradosso EPR ed agli scivolamenti progressivi del piacere attraverso wormholes ed altre lacerazioni del continuum spaziotemporale secondo la teoria di robbe-grillet.

Non posso esimermi dal ribadire che quanto viene qui riportato corrisponderà esattamente alla realtà fattuale che ineluttabilmente andrà compiendosi. io ne sarò testimone e cronista, e come al solito non indulgerò in pindarismi e rifuggirò l'interpretazione soggettiva per dedicarmi esclusivamente alla narrazione dei fatti nudi e crudi, tali e quali mi sarà dato di assistere. A chi mi chiedesse da chi ho ricevuto il necessario aiuto per cotanto sforzo dovrei rispondere: dal diavolo, probabilmente.

***

Mentre rosolano le cipolle, soffriggono i guanciali e sbraciolano gli abbacchi, nella locale chiesa si svolgono i seguenti inopinati avvenimenti.

- E ora fratelli, preghiamo.

Dall'ultima fila, ove siedono gli invitati meno controllabili, proviene l'inequivocabile rumore di uno sbadiglio capodogliesco.

- Che palle le chiese, che palle i matrimoni yaaawnnnnnnn! - bisbiglia Pls alla sua vicina di destra, l'ineffabile Angie che snasa l'aria cercando di capire cosa ci riserverà il martimoniale pranzo.

***

Ci s'avvicina al momento solenne: don Giampy si erge in tutta la sua possente stazza di prete casalasco in trasferta per andare a porre la fatidica domanda:

- Vuoi tu _luther_blisset_@mythos.com prendere in sposa la qui presente caca_cazzi@ovile.cioc per amarla eccetera eccetera, tosarla, mungerla e così via finché eccetera? - Si - risponde il nostro eroe perdendo l'ultima occasione per svicolare.

- E vuoi tu, o grandissima caca_cazzi@ovile.cioc prendere per sposo il qui presente _luther_blisset_@mythos.com con tutto quel che ne consegue eccetera finché eccetera?

- Si - risponde la nostra eroina perdendo l'ultima occasione per...

All'ultima fila Simone mi bisbiglia sardonicamente:

- Ma non vale! non ha detto che possono trombare!
- C'è sempre la sacra rota Simo' - gli rispondo sarcasticamente.
- E stateve zitti! - interviene protettivamente Angie, voglio sentire!
- E allora vi dichiaro...

Cosa abbia dichiarato don Giampy non mi è dato sapere perché in quel preciso istante, un gregge formato da un centinaio di capi viene belando fino alla porta della chiesa, coprendo di conseguenza la voce che la rituale formula stava pronunciando.

La cerimonia ormai conclusa, gli astanti si dirigono verso l'uscita ma, stranamente, restano come bloccati, forse intimoriti dal gregge, forse respinti da una misteriosa forza.

- Aspettiamo che esca prima don Giampy - sostiene Kap ecumenicamente. Lui può indicarci la via.
- Sarebbe meglio che uscissero prima gli invitati - pensa fra sé e sé don Giampy - che così possono tirare il riso.

Comincia a serpeggiare una qualcerta impazienza. Fa caldo. Chi possiede un ventaglio sventaglia. c'è chi comincia a sbottonarsi il gilè o ad allentare la cravatta. simone si aggira sardonico adocchiando nubili e coniugate.

- Ocche stiamo facendo qua dentro? - si domanda interrogativamente L'Aura.
- Io l'ho sempre sostenuto: sposarsi in chiesa porta sfiga. Anzi, aggiungo, porta sfiga proprio entrarci, in una chiesa e dirò di più: meglio non avvicinarcisi troppo alle chiese, e nemmeno guardarle, ché porta sfiga.
- Ma cumm'è che dici accussì, proprio tu che dici di essere razionale, mi rimprovera Angie, protettiva.
- Si può essere razionali e ciononostante rimanere convinti che le chiese portino sfiga. sarà perché vengono contaminate da preti e suore, che portano notoriamente sfiga.

Alm si agita su un panca:
- Cazzo, qua non c'è niente da bere e la cassa di aleatico l'ho lasciata in macchina.
- Puff puff - va ansimando L'Aura - non ne posso più. Adesso esco - Ma viene intercettata da Kap.
- Ehi L'Auretta! vieni che ti presento a monsignore.
- Che notoriamente porta sfiga, aggiungo io tanto per ribadire il concetto. Kap maaaaa, dimmi una cosa. Non è che tutte quelle caviglie che ti frantumi ad ogni pie' sospinto... ti succede per caso in concomitanza con le funzioni?
- Spiritoso - dice voltandosi di scatto e scivolando di conseguenza sul pavimento umidiccio. Cascando sull'inginocchiatoio prende una botta al fondoschiena.
- Ahia! Fanculo!
- Figliuolo! Proprio tu! - si indigna don Giampy.
- Lo vedi lo vedi? Eheheheh.
- Non ho nemmeno portato l'ukulele. Avremmo potuto ingannare l'attesa intonando qualche bel canto gregoriano - va sragionando in quattroquarti Jsb.
- Figliuoli... - cerca disperatamente di farsi sentire don Giampy.
- Dillo alla tu' sorella! - interloquisce qualche miscredente.
- Calma! Calma! - ecumenicamente esorta il kap - perché non usciamo?

Tutti tacciono. Nessuno ha il coraggio di avvicinarsi alla porta ove peraltro, un superbo montone sembra stare di guardia. Luther e la cacacazzi si inguattano in sagrestia.

- C'ho fame! C'è niente da mangiare? Datemi almeno un cachet! - si dispera il Biso, arbitrariamente.
- Ci sarebbero le ostie, osserva etilicamente Alm.
- Guai a voi scellerati! - si indigna il don.
- Scellerato sarai tu che c'hai cacciati in questo merdaio, anticristo di bassa lega! - mi indigno io.

Alm intanto, adocchiato il vino consacrato, se lo scola a garganella.
- Porco! Danne almeno un po' anche a me! - elemosina Simone.
- Finito! Ahhhhhhh!
Don Giampy impaonazza e sviene.
- Padre, padre - tenta di soccorrerlo il kap, ecumenicamente.
- Lascialo perdere. È un rompicoglioni e porta pure sfiga.
- Per sfiga - interviene protettiva Angie - dovrebbe intendersi senza figa, cosa che per un prete sarebbe anche normale. C'è però chi sostiene che provenga dall'aramaico "ah'sficq" che significa invece "notte fonda". ad ogni modo, se penso che avevo preparato 'na bella frittatiella e bbieta ripassata leggera leggera con un pocariello e yogurte e 'nu supson di noce moscata, propio come la facimm' annoi, in coppa a reggia.
- Con lo yogourth? - arbitrariamente domanda il biso - Ma sei scema? Ma non capisci proprio un cazzo! Ci va la panna! E la panna migliore è la Parmalat.
- Ue' uaglio`, mo che ffa? Arricuminc'?
- La panna dei caseifici tarantini riuniti - canticchia Jsb in falsetto - è pure meglio. Sembra una sinfonia di Shubert.
- Si, l'incompiuta! 'O yogurte ce vo'!
- Basta parlar di cibo - va indispettendosi Simone - trombiamo un po' così almeno si fa qualcosa, propone sardonicamente.

Cerca di appartarsi con L'Aura ma viene fulminato dallo sguardo della guardia del di lei L'Aura, il corpo. Si volta allora implorante verso Angie.

- E ssempre io mi devo sacrifica'.

Se ne vanno dietro al confessionale ma appena dieci secondi dopo Angie torna fuori ridendo come una matta.
- Ihihihihih!!! o' mellone è ascito bianco!
- A Simo`? Nun e` per aribbadirselo ma che t'avevo detto? le chiese portano sfiga. Scommetto che per un par de mesi non si rizzerà più a nessuno di noi.
- Al Biso per un paio di secoli - aggiunge qualche spiritosone.
- A no eh? Io stasera - dichiara coram populo la Serena-Telecomando - io trombo. Chi c'è c'è!

Passano le ore. Sfatti dal caldo e distrutti dalla stanchezza i convitati si sparapanzano qua e là sulle panche cercando di dormire. Di tanto in tanto qualche temerario tenta di avvicinarsi alla porta ove continua a regnare imperturbabile il re montone.
Jojo tenta pragmaticamente di organizzare la resistenza.
- Pisciamo almeno tutti nello stesso angolo altrimenti tra poco avremo tutti la merda fino al collo!
- Ma che siete matti? - insorge ecumenicamente il kap - in chiesa? È sacrilegio! - Poi si accorge dello stato del pavimento e si mette a piangere.
- Daaai, non fare così - tento con scarsa capacità di rincuorarlo - vedrai, a qualcuno verrà l'idea giusta. Ce la faremo. E poi hai riportato a casa la pellaccia dalle vacanze con don Giampy, cosa vuoi che sia questa storia al confronto, una bagatella...

L'alba vede i nostri naufraghi sull'orlo della crisi di nervi. Solo Simone ostenta una sardonica placidità mentre ronfa stravaccato sull'altare, quasi una vergine destinata al sacrificio. Tanto che Biso, coll'occhio vitreo ed il ghigno dell'indemoniato gli si avvicina brandendo un calice. Lo solleva. Sta per vibrare il colpo quando Jojo, ragionevolmente, lo blocca. Simone si sveglia...
- C'è qualcosa che non va. Qualcosa non è stato fatto per bene... manca qualcosa...
Don Giampy, ancora stordito dal di Alm tracannante sacrilegio, si inalbera:
- Maccome! non è mica il primo matrimonio che celebro io e...
- Zitto tu! Menagramo! Simone ha ragione. Questo è un matrimonio speciale, mica le solita segate!
- Giusto! - Concorda etilicamente Alm.
- Già, e qua non c'è niente da bere, fra l'altro - dichiara in crescendo Jsb.
- Se è per questo nemmeno da fumare - osservo sarcasticamente io. Ho pure finito le sigarette.
- E nun teniamo neanche niente a mangia`, aggiunge protettivamente Angie.
- Trombare... trombare... Un gli ha detto che potevano trombare...
- ???
- Quel frocione un gli ha augurato una vita di trombamenti attivi e/o passivi. ecco perché un gli ha funzionato! Ecco perché siamo bloccati qui come grulli!
- Come tonni nella tonnara.
- Come casertani a caserta.
- Come quark in un adrone.
- Come uno che deve lavorare il sabato.
- Come una quarta rinchiusa in una seconda.
- Come me a chianciano terme.
- Come me col telecoman...
- Zitto tu!

- Forza allora! - incito - Proviamoci! Rifacciamo tutto! Ognuno allo stesso posto di ieri! Tranne il prete! celebrerà... celebrerà...
- Kap! eclamano in coro gli astanti.

Luther e la Cacacazzi riemergono dalla sagrestia. Il Kap, incredulo, si avvia ecumenicamente dietro all'altare. Ha l'occhio lucido mentre passando accanto a Biso gli bisbiglia:
- È il sogno della mia vita... due giovani anime... unite per sempre...

Simone gli porge un foglio col testo corretto.
- Ehm... figliuoli... carissima Cacacazzi, carissimo Luther... volete voi sposarvi affinché possiate trombare alla grande ogni volta che vi aggrada e ciononostante con chiunque vi aggraderà, pecore e montoni compresi, e così fino a quando l'ultimo abbacchio sarà disossato, l'ultima frittella fritta, l'ultima boccia scolata, l'ultima canna fumata e l'ultimo assolo svisato andrà a spegnersi nel tacet?
- Si si - rispondono entusiasti i piccioncini.
- Bene! E allora vi dichiaro...
- beeeeee beeee

***

- ...to e moglie!
- A professo'. Sveglia! Si sono sposati!
- Eh? Uh? No! Non sono stato io qualcuno...
- Calma calma. T'eri assopito. Ue` tu lavori troppo.
- Andiamo fuori, Angie. Subito. Questo posto non mi piace. Mi sa che porta pure sfiga...

Fuori, al sole della calda primavera, sbraciolano gli abbacchi, soffriggono i guanciali, rosolano le cipolle.

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