Ricerca la tue barzellette preferite tra le oltre 10.000 catalogate.     
  
tutte le parole    almeno una parola

IHUTIFUL By Paolo Levi Sandri

La nascita di Jojo

"Un'altra di quelle notti del cazzo!".

L'esclamazione di Peppe fece appena in tempo a rimbombare un paio di volte sui muri invisciditi dalla pioggia che, maledettamente diagonale, cadeva da ormai tre giorni, di tanto in tanto mista a neve o addirittura a grandine, sempre sospinta da un grecalaccio infame e infangante. Poi i motori delle seicento abarth furono accesi e per trenta secondi l'intero suburbio sembrò vibrare all'unisono, quasi in risonanza. Nessuno protestava più per quelle corse clandestine nel cuore della notte. La reazione più frequente tra la gente del quartiere consisteva in un "ma che vadano tutti a schiantarsi! quegli ubriaconi perdigiorno!"

Ed infatti, qualcuno di tanto in tanto andava a guardare l'asfalto da troppo vicino.

La polizia, impegnata nello sprangamento sistematico degli operai del centro siderurgico in sciopero da ormai un mese, lasciava fare. Peraltro i suoi infiltrati erano lì, pronti a sfruttare ogni occasione per calcare ancora più la mano.

"A Peppe! Invece di prendertela cor governo perché non mi aiuti? Gnaafaccio più". Maria aveva gridato con tutta l'aria che aveva nei polmoni e ora, inebetita, stava appoggiata ad un lampione che l'illuminava in modo spettrale, dando alla sua ombra una forma quasi grottesca. Se avesse potuto, avrebbe scodellato lì per lì. Ma il momento non era ancora giunto.

"Ma guarda in che casino mi sono ficcato - pensò Peppe- 'sta stronzetta non me la dà poi si fa scopare da quell'altra merdina che ancora gioca alle macchinette e che ti si spiaccica così bene contro il palo della luce che manco 'na settimana di questa pioggia del cazzo laverà le tracce, per non parlare del fatto che il quartiere è rimasto senza luce e mi hanno fottuto la lambretta e io, coglione, qui a aiutarla, manco fossi 'na levatrice."

"Dai! che siamo quasi arrivati!"

La porta della baracca si aprì facilmente. Maria e Peppe entrando furono quasi storditi dall'odore stantio di urina e sperma che impregnava ogni cosa. Il materasso, d'estate, era usato dalle protette di Peppe per i loro lavori ma d'inverno, rifiutaveno di andarci. Nessuno li avrebbe disturbati a Maria si sdraiò guardando il soffitto di lamiera, illuminato ora dalla lampada a petrolio che Peppe aveva acceso, con occhi sbarrati.

Le ore passarono lentamente, scandite dal rumore della pioggia sulla lamiera e delle gocce che cadevano nella baracca. Peppe aveva trovato delle bacinelle e le stava riempiendo. Forse sarebbero tornate utili. Poi, all'alba, in un silenzio surreale e con un timido raggio di sole che finalmente scaldava quell'angolo di città dimenticato da dio e dagli uomini, il tanto atteso vagito.

"Jojo" disse Maria. Lo chiamerò Jojo"

"Ma chiamalo come ti pare" disse Peppe. Aprì la porta, si accese una sigaretta e andò a cercare da mangiare.

"Venerdì 13, cazzo di giorno per nascere". Ma in fondo, era contento.


© 2000 - /\/\arco /\/\ex