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fiabe IHUtaliane By Paolo Levi Sandri

Simonecapatosta

ovvero spiritual of the broken booster. ovvero certe strade sono veramente aperte solo per il primo che le percorre.

C'era una volta un paese dove vivevano solo maschi. Da quel paese partivano quattro strade: una andava al mare, una andava in montagna, una andava in collina e una non si sapeva dove andasse dato che nessuno l'aveva mai percorsa e tutti dicevano che era la strada che non andava in nessun posto. Al sabato pomeriggio gli abitanti di quel paese partivano, chi per il mare, chi diretto in montagna, chi verso la collina. In ognuno di questi posti avrebbero tentato di circuire qualche femmmina tanto per tirare la botta settimanale e sarebbero poi tornati la domenica sera a raccontarsi, all'osteria di Alm, le loro bravate quasi sempre millantate.

- Ieri al porto, inizio` aBiso colla voce stentorea, ho agganciato due negrette niente male! sapete? pensavo di non riuscire a scoparmele dodici volte ma alla fine ce l'ho fatta! sono state loro a gridare: basta! pieta`!

- Maddai! gli risposero gli altri in coro, come al solito ti sarai scofanato di cannolicchi e poi c'avrai avuto il solito abbiocco!

- Io invece, disse Jojo che era andato in collina, sono un signore e non lo dico con chi sono stato.

- A more`, gli risposero in coro gli astanti, di' piuttosto che ti sei abboffato di tortelli va', che e` piu` credibile.

- Io sono stato in montagna, inizio` a raccontare Giorgiomura e...

- Sei finito come al solito al macchedonalde e la cassiera non te l'ha data nemmeno stavolta, lo interruppero impietosi i cosiddetti amici.

La serata prosegui` cosi`, rassicurante nella ripetitivita` del rito, tra frizzi e lazzi finche` ad un certo punto, Simonecapatosta dichiaro` solennemente:

- Basta! io oramai son stufo iolai. Quelle del porto l'ho trombate tutte, quelle dei monti l'ho trombate tutte, quelle in collina l'ho trombate tutte due volte e mi so venute a noia!

- E allora che vuoi fare, chiesero in coro gli avventori che o parlavano da soli o, come avrete capito, parlavano appunto in coro.

- E allora, e qui l'aria si fece palpabilmente solenne, sabato prossimo io vo per l'altra strada che secondo me, date retta palle, in fondo a quella strada c'e` topa.

- Maddai! tutti sanno che quella e` la strada che va in nessun posto, rispose il coro.

- Secondo me, voi seite tutti ingrulliti. E oi chi l'avrebbe poi costruita codesta strada se non ci si va in nessun posto? e oi perche`? e poi, secondo me, ci stan pure piu` posti che strade.

- Beh vacci tu, disse aBiso, io me ne torno al porto che alla peggio una zuppa di cozze la rimedio.

- Io invece me ne tornero` in collina che sabato prossimo m'han promesso che fanno il bollito misto con anche la lingua e la mostarda di cremona e quindi alla peggio...

- E io andro` di nuovo al mac... ehm cioe` in montagna e, cioe`, vabbe` ve lo dico: ci sara un'offerta speciale col macchedinner a cinquemilaecinque.

- Uno scudo e cinque piotte un quintuplo cisburgher co' un chilo di patatine, dodici cipolle fritte sei uova e due litri di cocacola e non ti insospettisci? chiesero sarcastici gli avventori. In coro.

Fatto sta che il sabato successivo Simonecapatosta si avventuro` lungo la strada che non conduce in nessun posto. Cammino` e cammino` e la strada diventava sempre piu` impervia e piu` stretta. In molti punti i rovi la ostruivano ma lui, spinto da una forza misteriosa, continuava imperterrito anche se di tanto in tanto si chiedeva se non stesse facendo la piu` grossa cazzata della sua vita dopo quella di quella volta che era andato a femmine con aBiso e alla fine aveva solo rimediato un attacco di diarrea. Come trasportato sovrannaturalmente avanzava tra gli sterpi strappandosi le vesti, tra gli spini lacerandosi la carne, tagliandosi i piedi su sassi accuminati. Un qualcosa nell'aria lo spingeva a continuare a dispetto delle ferite, delle scorticature, dei calli e di un attacco di stipsi che quando gli passo` non trovo per pulirsi nulla di piu` adatto dell'ortica. Ad un certo punto gli si paro` davanti la madre di tutte le sterpaglie, il rovo supremo, l'orrido accuminato. Lo supero` sbrindellandosi furiosamente. Subito dopo la strada si riapri` e sfocio` in una fresca ed ampia radura ricoperta di ranuncoli e di bocche di leone, aulente di mentuccia e rosmarino, ubertosa di peschi e fichi, fragrante di lamponi e cassis. La percorse senza nemmeno fermarsi a rifocillarsi e leccarsi le ferite fino ad un grande e maestoso fiume che la delimitava, e che poteva essere attraversato su di un superbo ponte in marmo rosa e lapislazzuli. Passo` all' altra riva e giunse in cima ad un colle ai piedi del quale si stendeva una superba citta` dalle cento cupole e dai centomila odori. Si precipito` a perdifiato e stremato e malconcio, nella citta` entro`. E pullulava letteralmente di donne! Di ogni colore e razza, di ogni eta` e lingua. Erano alte, erano grasse, altre basse o magre o colla quarta che sta su da sola e insomma ce n'erano cosi` tante che non sapeva piu` cosa fare e stava li` come un grullo colla testa che gli girava e i coglioni che gli pulsavano a centotrnta battiti al minuto. Gli si avvicino` matronale una strafica recando seco una teglia di melanzane alla parmigiana, tre mozzarelle di bufala, due chili di frarielli e una damigiana di nocillo fatto in casa.

- Vieni qua bel biondone, e rifocillati, gli disse. Sei venuto dal paese di soli maschi vero?

- Si`. Quei gargantua che pensano solo al cibo credono che la strada che ho percorso non porti da nessuna parte. Ma tu chi sei?

- Non importa chi sono. Importa invece che qui e` pieno di belle ragazze. Solo che non potrai scopartele qua, come fai di solito al porto, o in montagna o in collina. Ne puoi prendere quante ne vuoi ma dovrai portarle con te.

- Come? e come faccio iocanaccio. Mi scoppian le palle.

- Fatti una sega, e` facile.

- Un so come si fa.

- Vedrai che ti ricordi, se ci pensi.

- E se invece le prendo e torno subito indietro?

- Lo puoi fare. Pero` per il ritorno prendi quella strada li`. E` un pochino piu` lunga, ma e` molto piu` comoda.

E cosi` Simonecapatosta si mise alla ricerca e aggancio` nell'ordine: una bionda, una rossa, una riccia, una calva e una suora (ognuno ha le sue perversioni, no?) e poi voleva prendere anche la strafica delle melanzane, ma non la trovo` piu`. Si acconteto` allora di quelle cinque bellezze e ritorno` al paese dei soli uomini.

Quando la sera gli amici ritornarono e lo videro in mezzo a quel gineceo non seppero capacitarsene. Simonecapatosta racconto` loro la sua avventura e prima che avesse terminato, gli amici si eran gia` tutti precipitati lungo la strada che non porta in nessun posto colla bava alla bocca e la fava in mano.

Tornarono il lunedi`, poco prima dell'alba, affamati assetati, laceri e stanchi. La strada non portava davvero in nessun posto. Nessun fiume, nessun ponte nessuna citta`. Trovarono all'osteria di Alm un messaggio di Simonecapatosta che diceva: "vi saluto, non posso restare nel paese dei soli uomini insieme a queste giovani pulzelle. Vado a vivere a Bitonto. Bella Roma, vero?"

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